[RECENSIONE] Ed Sheeran – ÷ (2017) | Perché non ci ha convinti

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Dopo una lunga pausa, Ed Sheeran è finalmente tornato sulle scene con il suo nuovo album ÷ (Divide), uscito lo scorso 3 marzo. Ed mantiene le vecchie abitudini e dopo + e x continua con la matematica, ma dopo i vari ics al posto di “multiple” pensa bene di evitarsi certi momenti imbarazzanti e decide finalmente di scrivere il titolo dell’album per esteso sulla copertina.

Nonostante questi malintesi, i precedenti lavori lo hanno portato fin da subito su palchi importanti e alla vetta delle classifiche, e anche ÷  promette grandi cose: i singoli estratti finora, infatti, hanno sorpreso ma non deluso il pubblico e ci stanno già tormentando per radio.

 

Foto di Ed nelle vesti di bravo business man

Dopo un anno in giro per il mondo e dopo aver trovato l’amore del quale ci ha sempre raccontato, di sicuro non ci aspettavamo che Ed Sheeran facesse uscire un album anche lontanamente simile ai precedenti. Dopo un primo ascolto di ÷ si capiscono subito due cose: la prima è che la maggior parte di queste nuove canzoni non entreranno mai a far parte delle nostre playlist emo, la seconda è che Ed non è solo un bravo cantautore, ma anche un bravo business man.

In generale trovo che questo sia un album abbastanza confusionario, formato da tanti pezzi diversi messi insieme in maniera un po’ forzata. Tuttavia riconosco anche che ci sia una canzone adatta ad ogni situazione: sei triste? Sei felice? Hai voglia di piangere? Oppure hai voglia di ballare come se fossi in spiaggia ubriaco? In ÷ troverai quello che cerchi.

Le 16 canzoni scritte dal nostro Ed sono così diverse e sconnesse fra loro che per “analizzare” l’album nel suo insieme conviene dividerle in categorie.

 Canzoni che ti vogliono far diventare una persona migliore.

 Il brano che apre ÷ è Eraser che considero una scelta coraggiosa ma anche furba: con il rap ricorda un po’ The Man di ×, ma il coro è qualcosa di completamente nuovo. In un certo senso ci prepara alle altre canzoni e ci fa capire che in questo album ci sono tanti elementi diversi, forse anche troppi. È un po’ come se Ed avesse messo le mani avanti e ci avesse avvisati.

La seconda traccia è Castle On The Hill: subito dopo aver corso il rischio con Eraser, Ed torna nella sua comfort zone con un brano che ha il potenziale per scalare le classifiche senza troppi problemi: è piacevole, orecchiabile, non troppo impegnativo. Anche What Do I Know? può essere considerato un brano “sicuro”, e per me è da queste cose che si nota quanto Ed Sheeran sappia come funziona l’industria della musica e cosa si deve fare per fare in modo che un album abbia successo.

Se però da una parte gli riconosco questo merito, dall’altra devo dire che così l’album appare poco costante e risulta un po’ come una montagna russa: ci sono brani che sono veri e propri esperimenti e sembrano stati scritti seguendo una logica personale, sono rischiosi; ce ne sono poi altri più “tranquilli” con i quali Ed Sheeran va sul sicuro, sembra siano stati creati apposta per finire nelle classifiche e piacere un po’ a tutti. In realtà non è una cosa troppo negativa dato che gli artisti vivono proprio di questo, il problema è che le due cose non sono per niente in equilibrio.

Per capire cosa intendo, basta confrontare la prima e l’ultima traccia dell’album: Eraser è un mix di più elementi diversi fra loro, Save Myself è praticamente una voce accompagnata da un piano. Ci potrebbe anche stare, se non fosse che prima di arrivare alla sedicesima traccia si passa da canzoni irlandesi a canzoni da stabilimento balneare, incontrando lungo il percorso anche diverse ballate sdolcinate.

 

Canzoni per piangere pensando alle cose che hai o non hai.

Ecco finalmente la nostra categoria preferita, quella che raccoglie le canzoni che ti fanno venire voglia di raggomitolarti nelle coperte e piangere fino alla disidratazione. Il problema è che 16 tracce non sono poche e Ed decide di dedicarne una bella sfilza alla sua ragazza: una parte di noi resta a fissare un muro pensando a quella relazione perfetta che non ha, l’altra è solo felice perché nascoste in queste canzoni ci sono un sacco di nuove potenziali descrizioni di post su Instagram.

Dive e How Would You Feel (Paean) sono per me un gradino sopra le altre; sono quasi peggio di Hearts Don’t Break Around Here e Perfect. Per assurdo, quest’ultime risultano anche troppo sdolcinate e non convincono quanto la fortunata Thinking Out Loud. L’unica cosa sulla quale siamo tutti d’accordo è che ascoltando queste canzoni si sta male, e non importa l’avere o meno qualcuno a cui dedicare così tanto zucchero: stai visibilmente soffrendo, stai provando dei sentimenti e non puoi nasconderti. Ed Sheeran lo sa.

Da non lasciare da parte sono Happier e New Man, che a differenza delle altre canzoni possono essere considerate break up songs, o qualcosa del genere. Sei convinto di essere passato oltre quella persona e quella relazione? Tranquillo, Ed Sheeran è qui per rivelarti che stai mentendo a te stesso e che non è così.

Anche Supermarket Flowers può rientrare in questa categoria, ma in realtà si allontana sia per tema che per stile dai brani di cui ho parlato fino a ora. Inizialmente scartata, è una malinconica dedica da parte di Ed alla nonna scomparsa proprio mentre stava finendo di registrare l’album; è stata poi aggiunta all’ultimo grazie all’incoraggiamento di suo nonno, e noi lo ringraziamo perché questo brano è una piccola perla in mezzo a tutta questa confusione.

 Canzoni irlandesi da pub o festa di paese.

In mezzo a tutti questi sentimenti, Ed Sheeran decide di mettere brani dall’aria decisamente irlandese: Galway Girl e Nancy Mulligan. In realtà non c’è niente di male in queste canzoni, sono solo molto infastidita dal fatto che questo album non abbia un filo logico: apprezzo la quantità di elementi diversi che si possono trovare ascoltando ÷ ma, per esempio, odio il fatto che qualcosa come Nancy Mulligan si trovi prima di Save Myself. Non fai tempo a prendere fiato dopo la danza irlandese che ti ritrovi a dover piagnucolare sul brano successivo e, come ho già detto, sembra di essere su una montagna russa. Non abbiamo bisogno di questi colpi di scena, siamo già emotivamente instabili per i fatti nostri e ci bastava il passaggio da You Need Me, I Don’t Need You a Kiss Me in +. Un incubo che non finisce mai.

 

Canzoni da stabilimento balneare di Punta Marina di Ravenna.

 Le ultime tre canzoni che rimangono sono Shape Of You, Barcelona e Bibia Be Ye Ye. Forse definirle canzoni da balli di gruppo è esagerato, soprattutto per quanto riguarda Shape Of You che live rende molto di più, ma Barcelona e Bibia Be Ye Ye non me le immagino da nessun’altra parte se non su una spiaggia. Pur essendo piacevoli, proprio non riesco a prenderle sul serio, soprattutto Barcelona, che a tratti sembra una pubblicità di qualche agenzia viaggi.

Tirando le somme, considero ÷ un buon album: non mi convince per niente, ma riconosco il lavoro che c’è dietro, e vedo sia il voler fare le cose un po’ per se stessi che il voler accontentare tutti. L’unica cosa della quale sono sicura è che questo album è destinato a scalare le classifiche e restarci per mesi: Ed si è spinto un po’ più in là con qualche traccia, ma non così tanto da rischiare di essere lasciato fuori.

Il vero problema di questo album è che è come se Ed Sheeran avesse registrato il suo viaggio in giro per il mondo spegnendo e riaccendendo la videocamera senza criterio, facendo saltare parti del video e facendo perdere senso a tutto il resto. Quello che ne è venuto fuori è qualcosa di buono, ma non eccellente.

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