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[Report] Depeche Mode 27/06/2017 LIVE @ San Siro (Milano)

Il 27/06/2017 siamo stati al concerto dei Depeche Mode, dove il sold out allo stadio di S. Siro di Milano era praticamente scontato. I Depeche Mode, hanno a mio parere rivoluzionato la musica elettronica.

Dave Gahan (voce), Martin Gore (chitarra e tastiere) e Andrew Fletcher (tastiere, basso e portavoce), appena saliti sul palco si mostrano emozionati dal calore del pubblico e sono pronti a dare il via a questa tappa del Global Spirit Tour. L’ inizio del concerto non è uno dei migliori. Purtroppo il volume allo stadio è basso e quindi non si riescono a cogliere tutti quei particolari come le sonorità dei synth grazie alle quali sono diventati quello che sono oggi. A metà concerto, dopo l’esibizione di Poison la situazione migliora decisamente. Dave Gahan sul palco con gilet a petto nudo, si muove da intrattenitore, balla, si gasa e cerca spesso il contatto con la band e con il pubblico, che, protagonista quanto lui, ha cantato per tutto il concerto, battuto le mani e improvvisato con la band stessa. Il pubblico vuole esserci e ed è felice di esserci. Il palco è molto semplice, 3 schermi e una passerella che si estende verso le prime file. Sugli schermi video, immagini e giochi di luce, niente di più.

 

Il concerto si apre con Going Backward e So Much Love e, tra canzoni del nuovo album e canzoni dei vecchi album, dimostrano di come 37 anni di carriera non li abbiano mai fermati, affrontando generazioni diverse con la stessa efficacia. Lo spettacolo è assicurato dalle canzoni, e dalla festa degli anni Ottanta che si apre a questo punto con Everything counts, che il pubblico canta in coro. Uno dei momenti più inspiegabili del concerto è durante Enjoy the silence, quando sugli schermi passano  le immagini di una serie di animali domestici ripresi attraverso luci abbacinanti e acide. Gahan, quindi, balla e canta tra primi piani di galline e maiali, cavalli e gatti, mentre la band improvvisa a lungo prima di tornare sul ritornello. Il finale vede l’esibizione di Walking In My Shoes, un emozionante Heroes come tributo a David Bowie, per poi passare a I Feel You e chiudere con una trionfante Personal Jesus, il cavallo di battaglia che nel ’90, a un decennio dalla loro nascita, li portava sulla cresta dell’onda e li consacrava a un indiscusso successo, destinato a durare per oltre trent’anni.

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