Rancore e i suoi “giocattoli” sul palco dell’Estragon

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Rancore

Rancore, pseudonimo di Tarek Iurcich, dopo la sua recente partecipazione al Festival di Sanremo (accanto a nomi come Daniele Silvestri, Manuel Agnelli e Fabio Rondanini),  si conferma come uno degli artisti più interessanti e complessi, nonché penna eccelsa, del panorama musicale italiano.

Sabato 9 marzo Tarek si è esibito sul palco dell’Estragon di Bologna, allestito come se fosse una cameretta, accompagnato da luci, maschere e costumi curati nei minimi dettagli. Il live è cominciato alle 21 e il rapper romano ha alternato brani del suo ultimo album Musica per Bambini, accompagnato dalla sua ormai inseparabile The GusBumps OrQestra (formata da Jano e Meiden) a canzoni dei suoi precedenti lavori. Non sono mancate le sue strofe estrapolate dalle sue collaborazioni come in Poeti Estinti con Dj Fastcut, Il Meglio di Me con Claver Gold ma soprattutto D.A.R.K.N.E.S.S. e S.U.N.S.H.I.N.E. con DJ Myke (con una dedica da parte di Tarek nei confronti di quest’ultimo, nonostante l’interruzione del loro sodalizio).

Il rapper ha condotto uno splendido spettacolo, che ha registrato un incredibile sold out, caratterizzato da intrippanti cambi di scenografia, costumi e immagini tratte dai suoi video ufficiali e dai riferimenti nei suoi testi, in base al brano eseguito. Interessanti le speculazioni astratte dell’artista concernenti la musica, senza però scadere nel banale o nel dissing, la situazione socio-politica odierna e le tematiche come la crescita e il disagio interiore che lo stesso Rancore ci ha raccontato con quella forma di storytelling basata su livelli di interpretazione “a matriosca” che lo contraddistingue e che lui stesso definisce come “hermetic hip-hop”.

Rancore

Commovente l’introduzione al brano Depressissimo in ricordo del padre scomparso e su come lo abbia guidato nei momenti più bui, nonostante sia “andato in un pianeta talmente lontano che neanche se andassi sulla Luna potrei incontrarlo”, come ha detto lui stesso. In questo caso la musica e la scrittura hanno giocato un ruolo fondamentale nella sua vita; gli sono servite a colmare, per così dire, questa assenza così importante. Dopo un’ora e mezzo di concerto, nel quale ha cullato il proprio pubblico con la sua impressionante proprietà di linguaggio e le sue metafore atte alla ricerca dell’essenza dei suoi brani, Rancore si è congedato lasciando i fan soddisfatti di uno spettacolo complesso ed unico nel suo genere.

Setlist:

Underman

Arlecchino

Centro asociale

Giocattoli

Beep Beep

Questo pianeta

Quando piove

S.U.N.S.H.I.N.E.

D.A.R.K.N.E.S.S.

Disney Inferno

Tufello

La morte di RinQuore

Il meglio di me

Poeti estinti

Skatepark

Un ringraziamento speciale a Big Time.

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Cinica figlia degli anni 90. Rivoluzionaria, ma solo in salotto. Aspirante linguista, ma sono fluente in musica.
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