Murubutu nel suo ultimo album omaggia la notte, momento di incontro tra l’individuo e sé stesso attraverso paure e speranze

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Data di uscita: 1 febbraio 2019

Tracce: 15

Durata: 61 minuti

Genere: Hip hop, Storytelling

Se prima i suoi racconti avevano come filo conduttore il mare e il vento, Tenebra è la notte ed altri racconti di buio e crepuscoli presenta come comune denominatore la notte che fa da collante a tematiche profonde come la guerra, la solitudine, il lutto, il fascino della natura, l’ispirazione artistica, l’amore. Murubutu, al secolo Alessio Mariani, docente di storia e filosofia presso il liceo “Matilde di Canossa” di Reggio Emilia, ancora una volta sorprende gli ascoltatori con la sua ineccepibile capacità narrativa e la sua accurata scelta delle produzioni e dei featuring; questa volta compaiono nomi come Dutch Nazari, Willie Peyote, Claver Gold, Mezzosangue, Dia, Daniela Galli e Caparezza, oltre ai suoi fedelissimi compagni di battaglia La Kattiveria e DJ T-Robb (spesso accompagnati dai disegni di Ernesto Anderle aka Roby il Pettirosso). Il titolo, che parafrasa la celebre opera di Fitzgerald, allude alla notte come catalizzatore di paure e di speranze nella quale l’individuo incontra sé stesso in un vero e proprio viaggio introspettivo. L’artwork della copertina dell’album, come anche in Gli ammutinati del Bouncin’ ovvero mirabolanti avventure di uomini e mari L’uomo che viaggiava nel vento e altri racconti di brezze e correnti, è stato curato da Capitan Artiglio.

Nyx (Intro)

L’album inizia con un’atmosfera tribale, come una sorta di rito di iniziazione, in questo caso Nyx. Quest’ultima prende il nome dalla divinità primordiale greca della notte, figlia di Kaos, tanto bella quanto potente da essere temuta dallo stesso Zeus. Beat prodotto da R-Most e video ufficiale diretto da Nicola Corradino, uscito il 6 maggio.

Buio (feat. DJ T-Robb)

Produzione di DJ West e scratch di DJ T-Robb; qui ci troviamo nel secondo conflitto mondiale sul fronte russo e una vedetta italiana, chiaro riferimento a Il sergente nella neve di Mario Rigoni Stern, avvolto dal buio come metafora dell’umanità che vacilla. Il soldato in questione fa di tutto per tornare a casa sano e salvo; ci riesce ma nessuno lo riconosce.

La vita dopo la Notte

Il beat prodotto da Il Tenente è il valore aggiunto di questa storia che sembra prendere spunto da Le nostre anime di notte di Kent Haruf, che narra la storia della vita di Donata e Vittorio fino al momento in cui si spengono entrambi a poche ore di distanza l’una dall’altro.

L’uomo senza sonno (feat. Mezzosangue)

Uno dei featuring più bramati della scena; sebbene non sia stata una delle basi più convincenti de Il Tenente, sono stati ammirevoli la strofa di Mezzosangue e i riferimenti a Diogene di Sinope e Kierkegaard. La frase ricorrente «I never sleep ’cause sleep is the cousin of death», ispirata a The Machinist interpretato da un magistrale Christian Bale, e il sample di Is happiness just a word? di Vinnie Paz (entrambi inseriti da DJ T-Robb) sono la ciliegina sulla torta di un viaggio attraverso i confini del sonno, del sogno e del corpo.

La notte di San Lorenzo

Primo singolo dell’album, base curata dal beatmaker marchigiano Swelto (che compare anche nel video ufficiale del singolo, diretto da Nicola Corradino, uscito il 20 novembre 2018), narra della tradizione di un piccolo paese di “sedersi nei posti migliori” per contemplare il cielo stellato della notte del 10 agosto; protagonisti di questo racconto due bambini il cui legame viene biologicamente spezzato dalla prematura scomparsa di uno dei due ma che, una volta diventata grande, l’altra bambina tornata in paese dopo essersi fatta una vita altrove ricorda il suo amore puro ed innocente per il bambino con il quale passava il suo tempo durante la loro infanzia.

La stella e il marinaio (feat. DJ T-Robb)

Produzione di DJ FastCut (fondatore del rinomato progetto Dead Poets), La stella e il marinaio presenta il rapporto tra solitudine e la capacità di conviverci, tramite il racconto del rapporto tra un marinaio solitario e la stella con la quale si orienta in mare. Sul finale DJ T-Robb riporta scratch alternati a spezzoni di featuring contenuti in L’uomo che viaggiava nel vento e altri racconti di brezze e correnti, nei quali compaiono Rancore (dal pezzo Scirocco), Dargen D’Amico e Ghemon (dal pezzo Levante).

Wordsworth (feat. Caparezza)

Produzione de Il Tenente, arricchita da Emanuele Reverberi de I Giardini di Mirò alla fisarmonica; la collaborazione con Caparezza permette al brano Wordsworth di rivelarsi nella sua essenza: una vera e propria ode alla luna, in pieno stile romantico e quindi adatto alla poetica di Wordsworth disseminata dai riferimenti a personaggi culturali come Foscolo, gli Illuministi, il pittore Friedrich, la filosofia idealista di Fichte e Schelling e l’Orlando furioso, celebrando al meglio il significato nascosto nel nome (“words’ worth” alla lettera si può tradurre come “il valore delle parole”).

Le notti bianche (feat. Claver Gold)

Tra le canzoni di punta dell’album possiamo trovare Le notti bianche, citazione dell’opera di Dostoevskij, che descrive benissimo il concetto della superiorità dell’immaginazione e del sogno rispetto alla realtà. La bellezza di questo brano è ulteriormente impreziosita dalla produzione di XXX-Fila e la collaborazione col rapper ascolano Claver Gold, ormai un elemento di spicco nella musica del buon Mariani, pur non essendo molto conosciuto se non nella scena hip hop di nicchia.

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Ancora buonanotte (feat. Daniela Galli)

In questo racconto, la cui produzione e ritornello firmati da Il Tenente e Dhany (conosciuta per aver collaborato con Benny Benassi), troviamo Matteo un pianista che cerca di farsi strada nel mondo della musica e il quale dedica il suo sudore e, infine, i suoi successi alla madre la quale, durante l’arco della storia ne apprendiamo la sua dipartita. Ancora buonanotte è un inno all’amore puro e incondizionato che lega indissolubilmente un figlio e la propria madre, un amore che va oltre alla morte e che vede la sua più alta sublimazione nella musica suonata da Matteo.

Occhiali da luna (feat. Dutch Nazari e Willie Peyote)

Questa ballad, la cui produzione curata da DJ West, è un elogio alla notte come intermediaria tra l’individuo e l’ispirazione artistica; come sfondo la luce lunare e di come, a tratti, possa intimorire ma che alla fine si rivela, nel bene e nel male, un’ottima complice per trasformare quello che abbiamo dentro in una scelta saggia (“la notte porta consiglio” dice infatti un detto popolare), in arte. Il ritornello e la strofa di Dutch Nazari, un altro artista che si meriterebbe platee ben più vaste, si presentano come una carezza, poi contrastata dal nichilismo che contraddistingue la scrittura di Willie Peyote (anch’esso meritevole di più seguito ma che, grazie ai Subsonica, è riuscito a farsi conoscere spalleggiando la band torinese in tutto il suo tour invernale).

La notte di San Bartolomeo

Il Professore ha autorizzato l’uso di questo brano, prodotto da Il Tenente, a scopo educativo, infatti lui stesso lo ha definito rap didattico per via delle vicende storiche realmente accadute descritte, nella fattispecie il massacro perpetrato dai cattolici francesi ai danni degli ugonotti nella notte tra il 23 e il 24 agosto 1572.

Franz e Milena

Prodotto da SuperApe, tratta della fitta corrispondenza tra Franz Kafka e Milena Jesenskà e di come lui abbia sviluppato un amore platonico nei confronti di quest’ultima, seppur più giovane di lui di ben tredici anni, la quale successivamente interruppe questa relazione epistolare. Lui morì nel 1924, lei vent’anni dopo, con le risposte di quest’ultima alle lettere di Kafka perse nell’etere. Interessante la rivisitazione dei versi di Pavese: “Verrà la notte e avrà il contorno degli occhi tuoi”.

Omega Man (feat. DJ T-Robb & La Kattiveria)

Produzione a cura di Il Tenente, il brano si riferisce ad un ipotetico futuro distopico a seguito della distruzione dello strato di ozono per mano dell’uomo. La presenza della crew di Murubutu, i campionamenti dell’album di U.G.O. e gli scratch di Dj T-Robb rendono il brano assolutamente pazzesco.

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Tenebra è la notte (feat. Dia)

Dia, alla sua terza collaborazione con Murubutu (Storia di Laura, Dafne sa contare), ha firmato l’ultimo featuring di questo album che, peraltro, porta il nome di quest’ultimo incarnando tutte le sensazioni e gli stati d’animo in cui si trova l’individuo quando calano le tenebre.

Nyx – Conclusione

L’ultima traccia, firmata da Muria, è l’apoteosi di uno splendido album; i violini accompagnati da una lieve batteria sono il “disinfettante” in una rappresentazione onirica fatta di paure dove l’ascoltatore si ritrova a pezzi, per poi essere successivamente risanato dalle speranze.

D’altronde il buon Mariani si fa chiamare Murubutu aka marabutto, che nell’Africa sub-sahariana è una figura a cui si attribuiscono molteplici poteri che, con l’aiuto di talismani, si dice sia in grado di ristabilire la salute o l’ordine sociale. In questo caso i talismani potrebbero essere il mare (come in Gli ammutinati del Bouncin’ ovvero mirabolanti avventure di uomini e mari), il vento (come in L’uomo che viaggiava nel vento e altri racconti di brezze e correnti) e la notte (Tenebra è la notte ed altri racconti di buio e crepuscoli) con annesse tutte le rispettive sfumature. Ogni pezzo è stato necessario a creare una complessità unica nel suo genere, ogni featuring essenziale a rendere quest’album più eterogeneo, talvolta inaspettato. Se per molti un concept album potrebbe essere una censura, una gabbia, per il Professore no, e infatti si è destreggiato benissimo tra una tematica e l’altra pur rimanendo nell’ambientazione di base prefissata dal titolo (da notare le suggestive aperture e chiusure di ogni brano che rievocano i suoni che emanano le cicale) ma aggiungendo particolari differenti ai racconti, anche grazie alle collaborazioni strette nei diversi brani.

Come al solito il Professore è riuscito a non deludere le aspettative portando avanti la crociata dell’hip hop come modo anticonvenzionale di acculturare il prossimo, con l’aggiunta di elementi interessanti della scena di nicchia. Auspicando in futuro l’arrivo di un album meraviglioso quanto questo o addirittura ancora più bello e complesso: 8.5 / 10.

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Cinica figlia degli anni 90. Rivoluzionaria, ma solo in salotto. Aspirante linguista, ma fluente in musica. O forse no.
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