Max Gazzè e i 1000 a Servigliano

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Max Gazzè non si è arreso, è ripartito. E’ stato uno dei primi, sin da giugno, a ripresentarsi sul palco dopo mesi di fermo a causa del Covid. La piazza di Servigliano si è trasformata in un teatro sold out sotto le stelle.

Termoscanner all’entrata e modulo di autodichiarazione da compilare. Si riparte da queste accortezze, fondamentali per far sì che lo svolgimento dell’evento avvenga nel rispetto delle norme. Le misure hanno peraltro spinto gli organizzatori a fare i conti con una riduzione della capienza della piazza: 1.000 spettatori, il massimo previsto dalle norme governative per quanto riguarda gli eventi all’aperto.

Ad aprire il concerto di Gazzè sono i Fake, un gruppo pop che ha fatto cantare il pubblico interpretando brani di successo e loro singoli.

FAKE

 

Ora inizia il concerto.

Max Gazzé imbraccia il suo basso e inizia a strimpellare gli accordi di “Mille volte ancora”, la prima canzone in una scaletta che non mancherà di riservare qualche sorpresa, accompagnato dalla sua band al completo.In scaletta i successi della carriera del cantautore, da “Vento d’estate” a “Sotto casa“, passando per “Il solito sesso“, “Il timido ubriaco“, “Mentre dormi”, “Cara Valentina“, “La favola di Adamo ed Eva“, “L’amore non esiste” e “Ti sembra normale“, alternati a brani meno noti e non scontati, come “Il progetto dell’anima” e “La leggenda di Cristalda e Pizzomunno“.

Il finale, non poteva non essere affidato alla canzone scelta da Gazzé come manifesto del suo ritorno, “Una musica può fare“.

SCALETTA:
“Mille volte ancora”
“Vento d’estate”
“I tuoi maledettissimi impegni”
“Gli anni senza un Dio”
“Quel che fa paura”
“Il solito sesso”
“Teresa”
“Raduni ovali”
“La cosa più importante”
“Il timido ubriaco”
“L’uomo più furbo”
“Non era previsto”
“Mentre dormi”
“Cara Valentina”
“La favola di Adamo ed Eva”
“Il progetto dell’anima”
“La leggenda di Cristalda e Pizzomunno”
“L’amore non esiste”
“Ti sembra normale”
“Sotto casa”
“Posso”
“La vita com’è”
“Una musica può fare”

La gallery del concerto a cura di Giorgia Zamboni.

 

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