Carmen Consoli ormai è di casa a Senigallia

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Da bambina voleva fare la rockstar e “la lampada tascabile era un microfono perfetto”.
Volevo fare la rockstar è il nuovo album di Carmen Consoli e il titolo del tour teatrale che venerdì 10 dicembre ha portato la cantantessa sul palco del Teatro La Fenice di Senigallia. A due anni e mezzo dall’ultima esibizione nella provincia anconetana (al Caterraduno del 2019, ndr.) la Consoli ha portato uno spettacolo suddiviso in tre atti: Il Sogno, Gli Anni Mediamente Isterici e L’Amicizia. Racconti e cronaca che l’artista siciliana riveste di arrangiamenti che esulano dal contesto pop e rock, sfociando anche nella miglior canzone d’autore. Tra sonorità acustiche ed elettriche, non mancano incursioni nel bolero, come ne Le cose di sempre, nella surf music in Mago Magone, nello stile Motown di Sta succedendo, schegge di sonorità caraibiche, di folk americano e rock progressivo. La canzone Armonie numeriche è dedicata al padre, Le cose di sempre è una sorta di lettera al figlio Carlo Giuseppe. Il protagonista di Mago Magone è un politico che gioca sulle debolezze delle persone imbrogliandole, Qualcosa di me che non ti aspetti affronta le tematiche della guerra, della fame nel Terzo Mondo e dei cambiamenti climatici.
A spiegare il brano che dà il titolo all’intero lavoro è la stessa Camen: “Volevo fare la rockstar, la lampada tascabile era un microfono perfetto, il tavolo della cucina era un palco perfetto, volevo fare la musica è scuotere su e giù la testa, imbracciando una chitarra vera”.

Un ringraziamento speciale a OTR

Gallery di Gabriella Marku

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