[RECENSIONE] The xx – I See You (2017)

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Quando penso agli xx la prima cosa che mi salta in mente è l’omonimo album d’esordio, di cui conservo ancora ricordi entusiasti e che personalmente considero una delle pietre miliari musicali dello scorso decennio. Segue nel 2012 Coexist, discreta conferma della linea inaugurata con xx e punto di partenza dell’ascesa in solitaria di Jamie xx (We’re New Here, In Colour).

Oggi, dopo quasi 5 anni ci ritroviamo ad ascoltare il loro nuovo lavoro, I See You, disco che crea inevitabilmente una frattura con il passato sotto molteplici aspetti.
Il trio londinese abbandona parzialmente quella miscela di R&B e indie pop minimale che li aveva resi così apprezzati in questi quasi dieci anni di attività, abbracciando piuttosto un sound decisamente rinnovato, in cui possiamo subito identificare la mano di Jamie xx, che fa da colonna portante a tutto l’album.

La sua figura all’interno della band è cresciuta sempre di più nel corso degli anni, maturando, acquisendo una riconoscibilità considerevole e contribuendo in particolar modo all’arricchimento del sound. Ciò non significa che gli altri due membri della band finiscano in secondo piano: l’alchimia tra Madley Croft e Oliver Sim, ancora più consolidata rispetto al passato, bilancia il trio e di conseguenza l’album.

I sentimenti predominanti in ogni traccia sono la paura, l’impotenza e la vulnerabilità, tutte tematiche che in qualche modo mantengono una sorta di legame quasi inconscio con i lavori precedenti, pur discostandosi in maniera importante.

I ritmi sono coinvolgenti e gommosi, in particolar modo nei primi due singoli ‘On Hold’ e ‘Say Something Loving’, i samples e le citazioni al soul degli 80’s sono la vera e propria novità di questo album.

Degno di nota nel primo singolo il campionamento di Daryl Hall & John Oates, mentre nel secondo l’intro/outro richiama neanche troppo velatamente quello di Sade in The Sweetest Taboo.

 

Le restanti tracce si rivelano più simili ai vecchi lavori, puntando su linee di chitarra minimali, archi, molti silenzi e un discreto utilizzo di synth e sequencer come nel caso di ‘Performance’ e ‘Brave For You’ (la mia preferita dell’album), senza dimenticare ‘Lips’ e ‘A Violent Noise’, produzioni di valore assoluto che arricchiscono un disco che può non coinvolgere nell’immediato ma sa farsi apprezzare dopo diversi ascolti (come nel mio caso).

Nonostante gli xx si rinnovino con una produzione di altissimo livello e dal sound ricercatissimo, “I See You” mi sembra ancora una “versione beta” di un futuro lavoro. Un esperimento davvero ben riuscito ma che paga il pegno di non avvicinarsi abbastanza ai suoi predecessori.

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