[RECENSIONE] King Krule – 6 Feet Beneath the Moon (Ricetta)

Recipe n. 2 from the Chef

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King Krule – 6 Feet Beneath the Moon

 

Preparazione: il tempo di premere il tasto “play”

Cottura: 52:12 minuti

Costo: Oh suvvia… scaricalo

Condimenti: Vita

Consumare entro: Daje

 

Il pallido “roscio” londinese, appena ventenne, è stata la migliore scoperta del mio 2013. Nessun artista si è fatto ascoltare da me più di lui. Sempre presente nell’iPod, sempre presente in testa. Normale… è un altro artista inglese: voce particolare, reverbero da big bang, jazz punk raffinato e introspettivo, raggi di hip hop in alcune tracce, l’influenza dei The Pixies, The Libertines, Talking Heads, The Damned, …

“Come interagisce il passato con il presente?”

Tesco, Kafka, la poesia, la mamma che suona il basso, l’underground. Per me la piazza, i pianti degli altri, le rivincite su me stesso, Čechov, Shakespeare, Rimbaud, un bel paio di aerei. Dei suoni hanno riavvicinato tante cose, ne hanno allontanate tante altre e l’adrenalina ha dato un taglio a quel calcio in culo che mi davo da solo. Tutto un po’ più “Easy Easy”.

L’importante è ricevere dalla musica messaggi che possano completarci in modo subliminale. Dobbiamo curarci dello schifo che vogliamo assorbire, selezionare l’influenza, così da averne consapevolezza. Comprendersi è una delle cose più difficili nella vita di ciascun essere umano, chi diamine vuole renderla più complicata? In poco tempo si passa da “a sei passi al di sotto della Luna” ad “a sei passi dal terreno”. Sappiamo che non è difficile.

King Krule, nome d’arte di Archy Marshall può essere trovato anche con gli pseudonimi di Zoo Kid, Edgar the Beatmaker e appunto Archy Marshall (sotto quest’ultimo potete trova l’ultimo album “A New Place 2 Drown”).

 

INGREDIENTI:

 

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