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JUSTICE + MGMT: è di nuovo il 2007

Justice

Dopo il forfait dell’anno scorso causa nubifragio, che ha costretto l’organizzazione dell’Home Festival a cancellare data di Treviso, è finalmente tempo per rivedere i Justice in Italia.

Èl’Ippodromo del Galoppo di Milano aospitare l’attesissimo ritorno dei pionieri della french house, che mancavano in Italia dallo show di Roma del 2012. Gaspard e Xavier si sono guadagnati una certa fama in questi oltre dieci anni di carriera, divenendo punta di diamante della Ed Banger Records, etichetta di Pedro Winter (manager dei connazionali Daft Punk).

I «cugini» dei robot più celebri della musica elettronica si sono sempre distinti per il loro gusto retrò, combinando campionamenti di riff hard rock, pezzi dance anni ’70 e synth dalle tinte horrorà laGoblin (nota la loro stima per il gruppo di Simonetti). Dopo 3 album pubblicati, il duo si appresta a portare il proprio repertorio dal vivo a Milano.

Ad aprire il concerto, dopo lo show-antipasto dei Parcels, ci sono nientemeno che gli MGMT. A leggere la locandina sembra di essere ritornati al 2007, quando i francesi pubblicavano il celebre Crosse il duo statunitense faceva ballare milioni di persone con le note di Kids. Nel frattempo, le due band sono rimaste un po’ lontane dai riflettori ma non dai fan, che hanno continuato a seguirli fino alle loro ultime pubblicazioni, rispettivamente Womandel 2016 e il recentissimo Little Dark Age.

Gli MGMT salgono su un palco arredato decisamente in stile retrò per l’occasione. Piante da ufficio, camicie anni ‘70 e video in salsa VHS sono la scenografia scelta da Andrew VanWyngarden e Ben Goldwasser. Dopo l’introduttiva Alien Days, gli MGMT decidono di scaldare subito l’Ippodromo con la loro Time To Pretend, riconosciuta anche da chi non è pratico della band. Il pubblico, dapprima fermo e distratto, incomincia a ballare e canticchiare i tormentoni della band.

Una mascotte gonfiabile del mostro in copertina di Little Dark Age fa capolino da dietro agli amplificatori, preannunciando il prossimo brano in scaletta, ovvero la title track dell’album. Andrew, anima e corpo della band, regala alcuni siparietti comici, elogiando prima una bottiglia di Gatorade a mo’ di Sacro Graal e cantando poi She Works Out Too Muchin sella a una cyclette (con tanto di videowall a simulare la strada in movimento), strappando qualche sorriso tra il pubblico. Con The Youthe Electric Feel gli MGMT ritornano ai tempi d’oro di Oracular Spectacular.

La resa dal vivo dei vari brani del gruppo è eccellente, anche grazie all’aiuto dei musicisti live che supportano il duo fondatore in tour. Sulle note del brano forse più celebre e riconoscibile della band, Kids(intermezzata da una cover del tema principale de La Storia Infinita, per la gioia dei più nostalgici) gli MGMT salutano il pubblico.

 

Un muro di Marshall si erge sul palco, mentre l’Ippodromo inizia davvero a riempirsi di gente. È il momento dei Justice. Tutti cercano la croce, elemento caratteristico dell’iconografia del duo transalpino, ma per il momento sembra essere nascosta.

Sono le 22:15 e finalmente il concerto inizia. Gaspard e Xavier prendono posto tra i synth. A dare il via è Safe and Sound, opener dell’ultima fatica Woman, uscita ormai due anni fa. La risposta del pubblico è decisamente positiva, subito si scatena il pogo tra la folla sollevando una coltre di terra che rende l’aria irrespirabile. Ma è la musica dei Justice a togliere il fiato non concedendo alcuna tregua alle persone giunte in questa serata estiva di Milano.

Basta un accenno di D.A.N.C.E. e il clima diventa ancora più rovente. Se Woman aveva fatto storcere il naso ai più, i remix proposti in questo tour stravolgono completamente i brani rendendoli decisamente più appetibili. Ma ovviamente in scaletta c’è spazio anche per i classici.

Lo squillo di trombe e il battito dei timpani scandiscono l’inizio dell’acclamatissima Genesis, cavallo di battaglia del duo francese che funge quasi da seconda intro al concerto. Si prosegue poi con un maxi mash up che mescola i migliori brani dei Justice, fra i quali Phantom,New Jack, Civilization, DVNO assieme alle più recenti Pleasuree Heavy Metal.

L’atmosfera si fa più cupa e elettrizzante con Stress, pezzo che sembra uscito dalla colonna sonora di un film horror degli anni ’80. L’altro vero protagonista del concerto è sicuramente lo spettacolare show di luci messo in scena dal duo francese. I giganteschi fari appesi al soffitto si muovono e roteano a tempo di musica. Gli amplificatori disposti sul palco rivelano dei led all’interno contribuendo a rendere il concerto uno spettacolo per gli occhi oltre che per le orecchie.

Ed ecco che, finalmente, la croce illuminata fa il suo ingresso in scena. È ormai buio quando inizia a sentirsi il coro di We Are Your Friends, qui riproposto in accoppiata con Phantom Pt. II. Dopo un’altra raffica di classici, è la stessa Safe And Sound di apertura a chiudere le danze.

Tutto l’Ippodromo si unisce in un lungo applauso, la serata è sicuramente di quelle memorabili. Xavier de Rosnay, prima di scomparire dietro al sipario, decide di concedersi al proprio pubblico «camminando» letteralmente sulla folla, con buona preoccupazione della security.

Si chiude così magnificamente un concerto eccellente in tutto e per tutto.

Che sia di buon auspicio per il tanto atteso ritorno dei cugini Daft Punk?

Scritto da Matteo Marchetti

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