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A Roma è nato il SoundCloud rap italiano

Finalmente è arrivato il SoundCloud Rap anche in Italia.

l’8 settembre potrebbe sembrare una data poco importante per la musica italiana, quantomeno quella mainstream. Eppure questa data è fondamentale perché segna l’inizio dell’era del SoundCloud Rap anche, e forse si dovrebbe aggiungere finalmente, in Italia.

Mentre nel 2016 gente come Lil Pump, Smokepurrp XXXTentacion accumulavano numeri enormi attraverso la piattaforma dall’icona arancione, nel Bel Paese esplodevano i vari Ghali Sfera sfruttando ancora i canali classici come Youtube o Spotify per muoversi.

Passati due anni, finalmente anche questo movimento è arrivato in Italia. Agli Ex Magazzini di Roma si è quindi sancita la nascita del SoundCloud Rap italiano grazie al FuckYourParty, evento organizzato da FuckYourClique e non solo, che ha visto sul proprio palco i migliori SoundCloud rapper emergenti del momento della scena romana e nazionale.

https://www.instagram.com/p/Bm7t2Lflnk_/?taken-by=fckyourparty

Insieme a FuckYourClique, Radical, Blitz Gang e tanti altri dell’ambiente romano si sono esibiti anche Lil Rumore, napoletano, Yung Friman, artista siciliano e Luke Lecomte da Perugia, segno che il centro nevralgico di questo movimento si trova nella Città Eterna, ma i suoi tentacoli si estendono ben oltre la capitale, arrivando in tutti i punti dello Stivale.

Ma cos’è il SC Rap in Italia? Se pensiamo a quello americano, la prima cosa che ci viene in mente sono i tatuaggi in faccia, i capelli colorati e pezzi che magari a livello di contenuti non sono niente di straordinario, ma hanno produzioni e ritornelli che nella loro semplicità li rendono dei bangers Indimenticabili. Basti pensare a Look at Me di XXXTentacion.

In Italia alcune di queste caratteristiche rimangono e sono state chiaramente portate (mai dire siano state «copiate», è peccato), pensiamo ai capelli colorati o a dei pezzi in cui si sente soprattutto la volontà di fare musica per il gusto di farla, per il divertimento, cosa che sembra mancare nei big del rap italiano recente. Ciò che però li caratterizza, a questa prima vera generazione della internet music italiana, è il senso di unità e famiglia che si respira.

«E’ stata una cosa molto familiare» dice Matteo, in arte Lil Frostee, «Sembrava ci conoscessimo tutti da una vita. Con alcuni di loro mi sono trovate così bene, quasi fossero persone che conosco da sempre e magari li ho incontrati per la prima volta quella sera».

Il FuckYourParty è stato un evento che ha mostrato questa caratteristica in tutto e per tutto. Un palco sempre gremito, sempre vivo, dalle prove fino alla chiusura delle porte e una passione verso quello che si fa che mancava da tempo nel panorama musicale italiano. Una grande famiglia pronta a prendersi la scena italiana, partendo dal nulla, o meglio dall’internet.

I suoni che questa scena porta però non sono tutti uguali tra loro. Ogni ragazzo porta nella sua musica sfumature di suono e caratteristiche che rendono unico il loro lavoro, che nonostante possa sembrare quasi amatoriale, non lo è per nulla.

Basta pensare a Daniele, o Radical se volete chiamarlo col suo stage name. Le sue produzioni partono da un suono molto duro, che graffia la cassa con forti elementi di scream rap e 808s, evolvendosi in qualcosa di anche introspettivo senza però perdere la propria anima punk, come si può sentire in TRASHBIN VOL.1.

Al FuckYourParty, oltre a Radical e FYC, si sono esibiti però anche moltissimi volti nuovi del rap underground, quali il giovanissimo Lil Frostee, primo ad uscire sul palco, portando per la prima volta il suo FROSTED TAPE VOL.1, progetto di 14 tracce dove si intravedono enormi potenzialità e nel quale si possono trovare altri elementi altrettanto capaci come Luke Lecomte Kid Hakku.

Nella moltitudine di artisti che si sono esibiti, si sono sentiti gli spunti per una quantità di sonorità innumerevoli che se dall’altro lato dell’oceano sono arrivate nel tempo, nel Bel Paese sembrano essersi catapultate tutte insieme.

Un esempio è INSVNEXVX e il suo scream rap, Spender con la sua sloppy trap sentita in Andare a sQuola, Todd Sweeney che porta la sua cattiveria oppure ancora Yung Friman Lil Rumore. 

Il lavoro di questi ultimi, sparso tra i meandri di SoundCloud e Youtube pone le basi per il primo vero emo rap totalmente Made In Italy. Brani come Sorrow Va bene dai hanno dentro quei semi che possono germinare e portare su suolo italico i suoni, ma soprattutto le sensazioni dei vari Lil Peep 6 Dogs.

E’ Friman stesso a credere in tutto questo: «Sebbene non mi piaccia catalogarmi e paragonarmi ad altri artisti direi di sì, Peep è il mio artista preferito ed una delle mie più grandi ispirazioni, insieme a Yung Lean Bones. Però sì, posso dire che io, come Rumore, stiamo portando questo mood in Italia».

C’è poi la già citata Blitz Gang, altro collettivo romano che come la FYC racchiude al proprio interno moltissime anime che si esprimono nei modi più disparati dando luogo ad un universo musicale a sé stante. Basti pensare a LILKVNEKI, col il suo sad rap, come si può sentire nel suo tape ALLENAMENTO VOL.1.

KVNEKI è una delle anime di questo gruppo, a cui si aggiungono quella più trap in senso classico di SECURITY, nel quale invece si trovano le triplette tipiche del sound dei Migos e basi minimali, senza strumenti musicali e barre che nei testi hanno temi molto più sentiti, che non significa le tracce risultino scontate, anzi.

E insieme a loro troviamo anche Ryuka Lil Kira gli altri due membri del collettivo insieme a Gengar, loro produttore, che mischiano tutte le nuove musicalità americane in salsa italiana, creando suoni che non si sono mai sentiti dalle nostre parti e che finalmente si esprimono nello spazio musicale nostrano.

Perciò possiamo dirlo: è iniziata l’era del SoundCloud Rap italiano, finalmente. L’8 settembre 2018 un gruppo di ragazzi ha deciso di dare il via a questa epoca in grande stile, partendo solo dalle proprie forze e capacità e sostenendosi a vicenda.

«Una cosa così non l’ho mai vista, nonostante bazzichiamo ambienti musicali da tempo» conclude la FYC » nonostante la scaletta della serata, tutti gli artisti hanno suonato insieme, dandosi supporto l’un l’altro e soprattutto facendo casino. E lo stesso il pubblico ha cantato dalla prima canzone fino all’ultima. Stiamo creando una nuova cultura«.

Tutte le foto a cura di Veronica Fusco. Se invece volete insultare chi ha scriitto l’articolo potete farlo qui.

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