L’umanità di Generic Animal

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In un Circolo Ohibò pieno, Generic Animal porta la sua musica e soprattutto sé stesso, regalando uno spettacolo indimenticabile

Sotto un palco gremito del Circolo Ohibò di Milano, un Luca visibilmente emozionato inizia il suo live, accompagnato dalla fedele chitarra, solo sul palco. Il pezzo di apertura è anche il primo scritto da quando ha intrapreso il progetto Generic Animal, ovvero Qualcuno che andava, a cui seguono Hinterland Aeroplani.

L’atmosfera che si crea è molto intima, quasi natalizia, potremmo dire essendo sotto le feste. L’artista da Varese spiega prima di ogni brano cosa lo ha spinto a scriverlo, o comunque ne racconta un aneddoto rendendo il pubblico partecipe e a conoscenza del processo creativo dietro questo. Nasce una unità tra chi suona e chi ascolta poche volte vista ad un live.

Tra i brani dell’eponimo Generic Animal Emoranger, trovano spazio anche un brano del gruppo dell’emoranger, ovvero i Leute, ma soprattutto le comparsate dei Tauro Boys e di Mecna. Entrambi si esibiscono in un paio di brani, senza però rubare spazio a Luca, che rimane la stella della serata. Nascono così delle fantastiche versioni acustiche di 2004/2005 Un drink o due.

Ad accompagnarlo per tutta la durata del set c’è il fedele Zollo dietro le macchine, che è stato con lui per tutta la durata del tour 2018.

Un concerto fantastico da regalarsi come antipasto al Natale, dove Generic Animal conferma di essere un artista a tutto tondo, dal punto di vista artistico e umano.

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